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L'AMORE PRIMA DI TUTTO

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L’AMORE  PRIMA  DI  TUTTO

Vi racconto una storia …

C’era una volta, molti anni fa , un giovane, appassionato ma inesperto maestro di tennis che  allenava  un gruppo di ragazzi di 9-10 anni. Tra di loro c’era lui : Jacopo, un ragazzino che con un eufemismo potremmo definire molto vivace. A quell’epoca il giovane maestro era convinto che Jacopo fosse l’incarnazione dell’Anticristo ed in effetti la piccola peste si sarebbe rivelata nel corso degli anni l’allievo di più difficile gestione della sua carriera. Il diavoletto ne combinava veramente di tutti i colori ed aveva una fervida fantasia nel riuscire a distruggere ogni lezione in un modo diverso. A volte spingeva e sgambettava i suoi compagni di corso, altre volte urlava e sbraitava per tutta la durata della lezione, altre volte faceva l’esatto contrario di tutto quello che gli veniva richiesto, altre volte prendeva in giro i suoi  sventurati compagni di corso , altre volte ancora contestava tutto quello che faceva o diceva il povero maestro. Sembrava che ogni volta pianificasse in maniera lucida e diabolica le sue azioni distruttive e di disturbo. A quel tempo il giovane maestro pensava che il piccolo diavolo fosse orfano, in quanto entrava al circolo sempre da solo. Era come se venisse portato al club da un’astronave aliena che gli affidava ogni volta un preciso piano d’attacco. Il giovane maestro tutte le volte che lo vedeva arrivare aveva un azzeramento della salivazione e si apprestava alla lotta per la sopravvivenza. Il povero maestro cercava di gestirlo alternando il bastone e la carota … alcune volte lo sgridava e lo metteva a correre da solo, altre volte lo lasciava seduto per ore intere, altre volte cercava di affidargli dei compiti precisi per cercare di responsabilizzarlo, ma ogni volta il piccolo Anticristo tornava più cattivo e determinato di prima. E venne il giorno della resa dei conti finale … durante un’esercitazione a punti tra tutti gli allievi del gruppo, il giovane maestro ebbe niente di meno che  l’ardire di chiamare fuori un colpo di Jacopo … apriti cielo, il terrorista in fasce cominciò immediatamente ad urlare e a piangere forsennatamente rotolandosi per terra per tutta la sua metà campo come in preda ad un attacco epilettico, mentre tutti i suoi  sventurati compagni di corso si spostavano per non essere investiti dalla peste rotolante. In quel momento il maestro perse, per l’unica volta nella sua carriera, il controllo delle sue azioni : si diresse verso l’incredibile disturbatore, lo sollevò di peso e gli assestò un fortissimo ceffone in pieno viso. Mentre il piccoletto ruotava su se stesso con il viso deformato come l’urlo di Munch, il maestro si rese immediatamente conto dell’errore che aveva fatto e nella sua mente si palesò all’istante l’immagine delle conseguenze del suo gesto : licenziamento dal club, denuncia per maltrattamenti da parte dei genitori dell’incolpevole e malcapitato tennista in erba etc … Appena Jacopo smise di ruotare su se stesso come un pattinatore su ghiaccio alle Olimpiadi invernali e il suo volto ritornò ai suoi connotati originari, il maestro era già pronto ad affrontare le conseguenze della sua azione violenta. Ma incredibilmente avvenne il miracolo : Jacopo non fece un fiato e da quel momento cominciò a comportarsi benissimo per tutto il resto della lezione, sia verso i suoi compagni che verso il maestro che incredulo lo guardava come se stesse sognando. Era come se quello schiaffo avesse fatto uscire da quel piccolo corpo lo spirito maligno che lo aveva infestato fino ad un istante prima. A fine lezione per la prima volta si presentò al circolo il padre dell’ormai ex Anticristo e il maestro finalmente capì … Era un uomo molto distinto che mostrava verso il figlio un atteggiamento formalmente corretto ma allo stesso tempo incredibilmente freddo , distaccato e anaffettivo. Il maestro comprese immediatamente che con quel comportamento Jacopo stava urlando al mondo la sua esistenza e che quel ceffone era stato per lui un gesto di riconoscimento e di amore. Da quel giorno quel giovane maestro capì l’importanza prima di ogni cosa di accogliere tutti i propri allievi sul campo sempre con un abbraccio ed un sorriso.

Dedicato a quel giovane maestro, a me molto caro, ormai disperso nel tempo e al mio allievo Jacopo che per primo mi ha fatto comprendere nel profondo come l’amore viene sempre, sempre, sempre … prima di tutto.

Andrea Guarracino Tecnico Nazionale F.I.T.

Pubblicato anche su www.tennisworlditalia.com

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Dicembre 2013 13:38
 

COME GIRANO… LE PALLE (PARTE PRIMA)

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COME GIRANO… LE PALLE (PARTE PRIMA)

Il conseguimento della massima potenza controllata è indispensabile per raggiungere le vette del tennis professionistico moderno. A tal fine la conoscenza e il corretto utilizzo delle rotazioni che è possibile imprimere alla palla è assolutamente fondamentale. La palla può essere fatta ruotare su assi paralleli, perpendicolari o obliqui al terreno. In questa prima parte ci soffermeremo sulle rotazioni che si sviluppano su un asse parallelo al terreno di gioco. Se la palla ruota dall’alto verso il basso nel suo senso di direzione avremo ottenuto una rotazione in topspin, viceversa se essa ruoterà dal basso verso l’alto avremo conseguito una rotazione in backspin. Soffermiamoci ora soprattutto sulla rotazione in topspin fondamentale nel gioco moderno. Essa è ottenibile sia di diritto che di rovescio spazzolando la palla dal basso verso l’alto, attaccandola da un piano inferiore a quello d’impatto. Imprimendo alla palla la rotazione in topspin è possibile ottenere i seguenti vantaggi fondamentali :


Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Luglio 2014 09:14 Leggi tutto...
 

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