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IL SOGNO

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Federer e Nadal giocano sull'acqua in Qatar ...

IL SOGNO


Ciao mi chiamo Antonio e ieri sono … morto. Un infarto mi ha portato via da questa valle di lacrime chiamata Terra. Per vivere facevo l’operaio specializzato in una grande industria. Nella vita ho sempre avuto solo e unicamente due grandi passioni: mia moglie Francesca e il tennis. Francesca mi ha lasciato qualche anno fa, portata via da un male incurabile ed io, che l’ho amata tantissimo, l’ho assistita fino all’ultimo istante con il sorriso. Non potete neanche lontanamente immaginare quanto mi sia mancata in questi anni … Il tennis, invece, l’ho sempre amato fin da piccolino, ma in quel periodo non potevo giocarvi perché la mia famiglia non si poteva permettere di pagarmi un corso. Ho cominciato così a giocare da adulto, ma solo la domenica per problemi di lavoro ed economici, vista la mia piccola paga di operaio. Avrei tanto voluto portare con me anche mia moglie, ma con le nostre piccole finanze non ce lo potevamo permettere e Francesca, che mi ha amato infinitamente anche lei, mi diceva sempre con il suo meraviglioso sorriso: “ non ti preoccupare vai tu, io devo occuparmi della casa “. Io sapevo che non era vero e che lo faceva solo per non farmi sentire in colpa. Qui, nell’altra dimensione, mi hanno accolto benissimo e mi hanno detto che poiché avevo trascorso la mia vita nell’onestà e nell’amore potevo esprimere due desideri che sarebbero stati per sempre esauditi … Naturalmente io ho immediatamente scelto di poter rincontrare mia moglie e di poter giocare ancora a tennis! Non potete neanche immaginare l’emozione che ho provato nel rivedere Francesca, non esistono parole per potervela descrivere e perciò non perderò del tempo a cercare inutilmente di farvela comprendere. Oggi ho chiesto se potevamo andare finalmente insieme a giocare a tennis e mi hanno risposto subito di si. Qui il circolo del tennis è fantastico, centinaia di campi, con tutte le superfici, immersi in un verde meraviglioso. Il clima è sempre perfetto, non c’è mai vento, non piove mai e la temperatura è sempre gradevolissima. La quota sociale non si paga col denaro ma con l’amore e con il rispetto e quando io e Francesca siamo entrati nel circolo ci hanno accolto subito con il sorriso e consegnato immediatamente la tessera di quest’anno. Nel mio piccolo circolo sulla Terra, quando entravo non mi salutava mai nessuno e i soci benestanti mi guardavano con supponenza dall’alto in basso e mi prendevano  in giro perché mi battevano quasi sempre. Loro giocavano tutti fin da bambini e avevano potuto fare centinaia di lezioni. Io invece ero riuscito a stento a prendere tre lezioni, con i soldi faticosamente messi da parte. Il maestro aveva trascorso queste ore più tempo al telefono e a dirmi ripetutamente solo dai,dai, dai … pensando continuamente ad altro. Qui, nell’altra dimensione, i maestri sono tutti fantastici, sono tutte persone che lo hanno fatto con incredibile passione nella vita e che sono state premiate col poterlo continuare a fare per sempre. Io e Francesca ci siamo subito iscritti ad una lezione collettiva per adulti, dove tutti i partecipanti sono persone che, come noi, non avevano potuto farlo nella vita. Il maestro ha una incredibile pazienza e corregge i nostri errori sempre con il sorriso, non facendoli mai pesare e indicando su ogni colpo l’errore principale che abbiamo commesso. Qui non è come sulla Terra dove i maestri che si aggiornano veramente sono più rari del panda in Giappone, ma tutti lo fanno sistematicamente e per via telepatica fra di loro. Qui nessuno si prende troppo sul serio e tutti sanno ridere di se stessi. Giocare con loro è veramente meraviglioso. Dopo il corso, ho potuto fare il mio primo incontro e il mio avversario era incredibilmente corretto e voleva darmi sempre il punto sulle palle dubbie, ma io gli concedevo sempre di ripeterlo. Al mio circolo terreno l’avvocato Michele, nei nostri incontri domenicali, mi rubava più palle di Arsenio Lupin e mi riempiva di insulti le rare volte che riuscivo, malgrado tutto, a batterlo. Io però non gli porto rancore, anzi provo per lui un senso di tenerezza e di tristezza per aver sciupato la sua vita senza essere mai riuscito ad imparare veramente qualcosa da essa. Spero che il giorno che anche lui arriverà in quest’ altra dimensione mi sia data l’occasione di poterlo aiutare veramente a crescere. Ci hanno detto che domani inizia il corso di preparazione atletica e che se lo faremo con entusiasmo i nostri corpi celesti potranno auto-ricaricarsi all’infinito, senza mai avvertire nessun sintomo di stanchezza. Sulla Terra il mio amico Gino, per vincere il prosciutto messo in palio per il vincitore del torneo sociale del circolo, si era dopato più di Ben Johnson a Seul. Io e Francesca siamo entrati negli spogliatoi del circolo e siamo rimasti a bocca aperta per la loro bellezza e per la pulizia che vi abbiamo trovato. Qui tutti i soci hanno un incredibile rispetto reciproco e non lasciano mai niente fuori posto. Al mio circolo non facevo mai la doccia per non rischiare malattie e infezioni e ci sarebbero voluti mesi di interventi dei NAS per bonificare la zona. Scusate ma ora vado a farmi bello, stasera porto a cena Francesca nel meraviglioso ristorante del circolo, ora me lo posso permettere … finalmente …

Andrea Guarracino Tecnico Nazionale F.I.T.

Questo articolo è pubblicato nel numero di luglio della rivista on line Tennis World

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Agosto 2013 15:24
 

IL MAESTRO E' NELL'ANIMA

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IL  MAESTRO E’ NELL’ANIMA

Una macchia sul soffitto, ore e ore a guardare una fottuta macchia sul soffitto per tutta la notte, incazz… pardon arrabbiato come un cinghiale selvatico. Così trascorrevo amenamente le notti della mia infanzia dopo aver perso un incontro di torneo , incapace di accettare la sconfitta e tantomeno di analizzarla serenamente e lucidamente. Quanto ero piccolo, stupido e immaturo … Ho impiegato molti anni per capire che proprio in quei momenti potevo trovare lo spunto per crescere come uomo e come tennista e che senza la forza di superare le delusioni e i fallimenti nella vita non si può raggiungere nessun vero e  grande obiettivo. Nel mio umile lavoro di maestro di tennis trovo che sia  proprio questo l’insegnamento più difficile da trasmettere  a tutti gli allievi grandi e piccoli. Ogni volta che incomincio un percorso di lavoro con un nuovo apprendista tennista è come se lui mi guardasse sempre con le braccia conserte e inconsciamente tutte le volte pensasse : “ ecco… sono qui in campo con te che sei un Tecnico Nazionale della Fit … adesso mi devi insegnare a vincere e a non sbagliare più ! “  Invece il primo lavoro di un vero maestro di tennis è esattamente l’opposto: insegnare ai propri allievi ad accettare la sconfitta e a considerare gli errori come un fondamentale momento di crescita umana e tennistica, senza i quali è impossibile conseguire nessun vero miglioramento. Uno dei miei allenamenti preferiti consiste nel far giocare volontariamente dei colpi indirizzati su zone del campo sia interne che esterne al rettangolo di gioco regolamentare, mantenendo l’esecuzione il più possibile sciolta e decontratta. Se ci pensate bene tutti noi abbiamo imparato in questo modo e in questo modo abbiamo perso tante partite giocando rigidi, terrorizzati dalla sola idea di poter sbagliare e di perdere la partita, evento che proprio per questo nostro atteggiamento errato, si era puntualmente verificato. Quante volte sarebbe bastato per vincere  che al cambio di campo ci avessero aiutato a rilassarci e a sorridere un attimo per  vedere le cose da una prospettiva migliore. Quando mi sentivo troppo teso e contratto,durante le pause del gioco, seduto sulla sedia, avevo imparato a parlarmi in terza persona al passato remoto e la cosa funzionava… ad esempio mi dicevo mentalmente: “ Andrea si sedette sulla sedia, era troppo nervoso e impaurito e non riusciva ad essere sciolto e a concentrarsi solo sul gioco senza riuscire a  smettere di commentare ad alta voce i propri errori e di giudicarsi continuamente “. Grandi quei maestri che riescono a toccare le corde più nascoste e arcane dei propri allievi, perché il vero miglioramento arriva dal profondo di noi stessi. Grandi quei maestri che hanno capito che il maestro più importante non sono loro ma è  ben nascosto nell’anima dei propri allievi e che, come recita il grande artista Paolo Conte, dentro l’anima per sempre resterà.

Andrea Guarracino Tecnico Nazionale FIT

Pubblicato anche su www.tennisworlditalia.com

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Aprile 2015 10:29
 

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