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Tutti gli allena...mente della mia vita

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Tutti gli allena…mente della mia vita

Avviso importante:  La lettura di queste righe è assolutamente sconsigliata a chi non è ancora assolutamente convinto che la forza mentale nel tennis e nella vita faccia tutta la differenza di questo mondo e anche dell’altro, se esiste … potrebbe nuocere gravemente al vostro equilibrio psichico …

Allena-mente numero 1 :   Hitler alle  elementari …

La mia maestra delle elementari era severissima, ma veramente incredibilmente severissima. In classe non volava una mosca. Tutti noi eravamo avvisati: durante le lezioni  nessuno era autorizzato a parlare a meno che non fosse interrogato. Nessuno poteva uscire senza permesso e senza essere accompagnato da un altro compagno che ne diventava il tutor responsabile, in quei pochi minuti. Nessuno poteva mettere i piedi sul banco o mettersi le dita nel naso o in bocca e men che meno proferire parolacce. Le punizioni per i trasgressori erano terribili … I “delinquenti” erano immediatamente convocati alla cattedra, “Hitler” apriva il cassetto ed estraeva una collezione di bacchette da far invidia a Claudio Abbado e ti faceva scegliere con quale arma dovevi essere punito. Poi ti faceva stendere le braccia e ti dava una frustata sulle dita così forte che lo spostamento d’aria arrivava fino all’ultimo banco e ti spettinava. Per gli spazzini della classe che trascorrevano il loro tempo amenamente a mangiarsi le unghie o a ispezionarsi le narici, la punizione era ancora più cruenta: venivano convocati alla cattedra e “ Adolf” mostrava loro la sua collezione di peperoncini messicani da far invidia al protagonista di “ Man versus Food “ , gli cospargeva per bene le dita di quel nettare urticante e li rimandava al loro posto. I poveretti dopo qualche minuto si dimenticavano puntualmente dell’unguento e ricominciavano imperterriti la loro opera, diventando immediatamente rossi come un pomodoro San Marzano in estate e chiedevano, naturalmente  invano, di poter andare in bagno. Il bello era che tutti i genitori dell’epoca erano contentissimi del trattamento stile “Gestapo” che riservava ai loro figli e il più contento di tutti era mio padre. Io la temevo così tanto che in classe non ho mai proferito una parola e anche alle interrogazioni andavo alla cattedra solo accompagnato… dal mio avvocato…


Allena-mente numero 2: Impara a leggere bene

Alla fine della prima elementare leggevo ancora con la stessa fluidità con cui Don Lurio ha parlato in italiano per tutta la sua vita. Così i miei genitori, dopo averne discusso con “Hitler”, pensarono bene di farmi leggere il più possibile quell’estate. Mi chiesero che cosa avrei preferito leggere e io gli risposi prontamente : “ Topolino !”. Mia madre, allora, andò in edicola e comprò tutti i numeri di Topolino che riuscì a trovare e io li divorai tutti. Topolino per me fu il mio mini tennis della lettura e alla fine dell’estate leggevo con la stessa velocità di un discorso di Paolo Bonolis. Abituarmi a leggere e riuscire a farlo fluidamente e velocemente e a comprendere subito quello che stavo leggendo, si è rivelato di una importanza fondamentale per lo sviluppo di tutto il resto della mia vita. Ancora adesso, quando scrivo, anche se ora i miei scrittori preferiti sono Hermann Hesse, Paulo Coelho e Gabriel Garcia Marquez, mi ispiro al modo di scrivere che avevo assimilato  leggendo Topolino: fluido, leggero, chiaro, pieno di buoni sentimenti e di semplici insegnamenti morali e senza mai volgarità …


Allena-mente numero 3: Studia ragazzo, studia …

Mio padre era maestro di tennis e mi permetteva di giocare a tennis tutti i giorni anche per tutto il pomeriggio. Il patto fra di noi era chiarissimo : potevo farlo solo se riuscivo a non avere nessuna insufficienza in  pagella, altrimenti mi avrebbe bruciato le racchette e mi avrebbe fatto smettere immediatamente di giocare e  questo era certo come la morte :mio padre non scherzava mai quando ti diceva una cosa guardandoti negli occhi da uomo a uomo... Così per anni ho studiato per ore dopo cena dalle 20 alle 23, addormentandomi stremato nel letto e mi sono alzato spessissimo prestissimo per ripassare le materie orali .Sono stati anni molto faticosi, specialmente quelli del liceo classico. La domenica mattina, se non avevo gare, mi alzavo sempre tardissimo, non perché fossi un poltrone, ma perché ero sempre veramente distrutto sia fisicamente che mentalmente … Non potete neanche lontanamente immaginare  quanto sia stato utile per la mia formazione mentale  questo sforzo continuato e prolungato negli anni della mia gioventù per tutto quello che sono riuscito a fare poi in campo e fuori dal campo nella mia vita …


Allena-mente numero 4 : più attento in campo ragazzo …

Mi ricordo di un pomeriggio tardi, avevo circa quattordici anni, tornavo a casa in macchina con mio padre. A lui non era piaciuto affatto l’impegno che avevo profuso nell’allenamento, a pensarci bene ora quel giorno ero stato più molle di Mario Balotelli… Allora mi disse di mettere le mani sul volante e pian piano cominciò ad accelerare sempre di più. La velocità progressivamente saliva e solo quando io cominciai a sudare veramente freddo, mio padre mi disse: “ Questa è l’attenzione che devi mettere quando sei sul campo da tennis ! “.  Da quel giorno quando avevo bisogno di richiamare dentro di me la massima concentrazione pensavo sempre a quello che prova un pilota di Formula 1 quando è lanciato a oltre 300 km/h alla fine del rettilineo e prima di una curva a gomito …


Allena-mente numero 5: sveglia ragazzo, sveglia !

Un pomeriggio, avevo circa quattordici anni, andai da un benzinaio, grande amico di mio padre, per fare rifornimento al mio motorino. Lui mi disse : “  Vediamo se sei un ragazzo in gamba e riesci a fare questo gioco “. Poi si mise un imbuto nei pantaloni e una moneta sulla fronte e senza toccarla con le mani fece canestro in quel bersaglio di fortuna. Poi mi disse : “ Ora prova tu, fammi vedere se ci riesci…”. Io provai e mentre ero con la testa all’indietro e la moneta sulla fronte , mi fece un bagno completo con un innaffiatoio che aveva nascosto dietro la pompa di benzina. Mentre tutti ridevano a crepapelle e io mi facevo più rosso di un tramonto africano, capii che lo scherzo era stato architettato da mio padre per suonarmi la sveglia come ha fatto Ranieri con i giocatori del Leicester. Vi assicuro che da quel giorno è stato impossibile per chiunque farmi  uno scherzo sia dentro che fuori un campo da tennis …


Allena-mente numero 6 : mens sana in corpore sano …

Centinaia di volte mio padre mi ha svegliato alle 6 di mattina per farmi correre prima di andare a scuola. Mi ricordo di una sera che portò me e il mio compagno di allenamenti sulla cima di una montagna sperduta e ci fece arrivare giù a valle correndo come disperati  con il cuore e i polmoni in gola per farci capire cosa voleva veramente dire la frase : “ Devi muovere velocemente i piedi”. Un’estate mi fece fare allenamenti di canottaggio perché voleva che rinforzassi le braccia  e le spalle e mi portò insieme al mio compagno al largo del golfo di Gaeta a vogare fino allo sfinimento  per ore…all’epoca odiavo mio padre per la fatica che mi faceva fare, ma ora che non c’è più, per me sono diventati solo ricordi di sforzi meravigliosi, che mi fecero capire cosa vuol dire veramente il sacrificio e la sofferenza con cui meritarsi le cose nella vita…


Allena-mente numero 7:   scacco matto !

Mio padre mi insegnò presto a giocare a scacchi. Quando ero un ragazzino giocavamo per ore la sera o durante le giornate di pioggia. Il gioco degli scacchi è fantastico per allenare l’attenzione, l’intelligenza, la strategia, la calma, doti che durante una partita di tennis sono sempre determinanti per conseguire la vittoria …e io ho sempre insegnato a tutti i miei allievi migliori questo gioco incredibilmente formativo per la mente …


Allena-mente numero 8:  Breve, succinto e compendioso

Al liceo classico il mio professore di latino e greco era per me un mito assoluto. Parlava in latino e in greco sia antico che moderno con la stessa facilità con cui io racconto le barzellette … ma soprattutto mi ha insegnato quello che sarebbe diventato il mio metodo di studio e la mia filosofia di vita. Quando spiegava ci diceva: “ Ragazzi fate una patanella ( che per lui era un grosso punto nero sul lato della pagina ) e scrivete questa parola “chiave”, poi sviluppava l’argomento intorno alla parola che ci aveva detto di scrivere. A casa era facilissimo ricordarsi la lezione, se eri stato attento in classe, bastava andarsi a rileggere tutte le “ patanelle” che ci aveva fatto scrivere sul quaderno che erano tutte connesse logicamente tra di loro. Mi aveva preso in simpatia e mi prendeva spesso in disparte e mi diceva continuamente : “ Guarracino guardami bene negli occhi e ricordati sempre che nella vita se vuoi essere veramente un grande devi essere sempre breve, succinto e compendioso, mi hai capito Guarracino? “Si Professore ho capito perfettamente …” rispondevo sempre io.

Allena-mente numero 9 :  Non provare a spaccare la racchetta che io spaccherò te !

Alzi la mano chi giocando a tennis non ha avuto almeno una volta nella vita la tentazione di spaccare la racchetta in mille pezzi nei momenti che non riesci a buttare la pallina dall’altra parte della rete.  Quando ero ragazzino l’avrei fatto volentieri almeno un centinaio di volte e poi ne avrei arso tutti i pezzi fino a farli diventare cenere. Non c’è uno sport più stressante e frustrante del tennis dove tu non vorresti mai che la palla ti tornasse indietro mentre le lei ritorna sempre più veloce, più angolata e piena di rotazioni fino a farti perdere inesorabilmente il punto. Io avevo un piccolo problema: mio padre, che mi ripeteva continuamente quando vedeva che stavo dando in escandescenze : “ Non provare a spaccare la racchetta che io spaccherò te ! “. Io sapevo perfettamente che l’avrebbe fatto e quindi ho dovuto per forza trovare un modo più maturo di superare gli inevitabili momenti di frustrazione agonistica che il nostro sport ti costringe ad attraversare. Di solito cacciavo un urlo da far invidia a Tarzan. Avevo capito che sotto stress il tennista è come una pentola a pressione ed è inutile distruggere la pentola, che tra l’altro non ha nessuna colpa, ma basta alzare la levetta e far uscire il vapore per far tornare la pressione interna della pentola a livelli di sicurezza. Quando urlavo mi accorgevo che mio padre rideva sempre sotto i baffi perché era contento che avevo trovato un  modo maturo e non infantile di gestire l’incredibile  pressione  mentale che il tennis ti costringe a sopportare.


Allena-mente numero 10: Oh mio Dio, domani la professoressa di Filosofia interroga !

Nella mia vita ho studiato tanto visto che mi sono laureato in Scienze Politiche e sono arrivato a diventare Tecnico Nazionale FIT e Dirigente Sportivo della Fidis. Ho conosciuto tantissimi formatori nei tanti corsi che ho fatto, ma vi assicuro che la professoressa di Storia e Filosofia del Liceo è rimasta per me indimenticabile. Era di una preparazione e di una passione nel suo lavoro mostruosa. Quando spiegava non potevi in alcun modo distrarti perché lei se ne sarebbe comunque accorta anche se ti eri messo all’ultimo banco con gli stuzzicadenti sugli occhi per non farti accorgere che stavi in realtà dormendo. Spiegava velocissimo e tu dovevi comunque seguirla e trovare il modo di prendere appunti senza mai distrarti perché sul libro di testo che lei aveva scelto non ci avrebbe capito niente neanche Immanuel Kant  e lei comunque il giorno dopo ti avrebbe interrogato e se non avessi risposto nessuno, neanche il Papa, avrebbe potuto salvarti da un bel due. Spesso non le bastavano le ore che aveva a disposizione e requisiva quelle del povero Professore di Educazione Fisica, che per quieto vivere gliele lasciava per non incorrere nelle sue ire, ed io per questo l’avrei voluta tante volte strozzare. Altre volte ci faceva andare di pomeriggio per delle lezioni supplementari “facoltative” a cui non mancava mai nessuno perché non presentarsi sarebbe stato come dichiararle guerra e lei ti avrebbe bocciato inesorabilmente. Vi assicuro che stare con lei dai miei quindici ai miei diciotto anni è stato per la mia mente un’esperienza incredibilmente formativa che mi ha permesso di superare in scioltezza tutti i successivi esami della mia vita sportiva ed universitaria.

Andrea Guarracino Tecnico Nazionale FIT

La conoscenza si acquisisce leggendo i libri; ma quello che è veramente necessario imparare, la conoscenza del mondo, si può acquisire soltanto leggendo gli uomini e studiando tutte le loro diverse edizioni.

Lord  Chesterfield  (1694-1773)

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Giugno 2016 10:24
 

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