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VITA DI KAMAL

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VITA   DI  KAMAL

( Dedicato a Mansour  Bahrami )

Kamal (perfezione) era nato con il sorriso. I suoi occhi sprizzavano sempre un’incredibile positività e  gioia per la vita. Eppure Kamal era nato poverissimo. Viveva, insieme ai suoi cinque fratelli, in uno sperduto villaggio di contadini, dove suo padre Hassan (buono) e sua madre Farah   (gioia) li facevano crescere con tanto amore e poco, molto poco, pane. Kamal da piccolino  trascorreva  le sue giornate insieme al suo amico del cuore Iman (fedele) inventandosi continuamente dei giochi dal nulla.   Un giorno Kamal passava di corsa insieme ad  Iman  davanti  alla casa del “riccone” del paese, l’unico che addirittura possedeva un vecchissimo televisore in bianco e nero. I due amici furono incuriositi dalle grida e dagli applausi provenienti dall’interno della casa. Kamal costrinse Iman a portarlo sulle spalle e si aggrappò al davanzale della finestra per sbirciare all’interno della stanza e vide quattro uomini che guardavano entusiasti in televisione un gioco dove due giocatori, vestiti rigorosamente di bianco, si scambiavano con maestria attraverso una rete una palla con una racchetta di legno. Kamal rimase per alcuni minuti a guardare quel gioco, ipnotizzato da quei due bravissimi giocatori, specialmente da quello mancino e rossiccio che capì solo che si chiamava Rod qualche cosa. Kamal sarebbe rimasto ore a guardare quel gioco, che in seguito scoprì chiamarsi tennis, ma venne richiamato all’ordine dai lamenti del suo povero amico che stava per svenire sotto il suo peso. Kamal spiegò al suo fedele amico ciò che aveva visto e i due amici decisero di praticare anche loro quel gioco. Si costruirono con dei vecchi stracci una  palla di stoffa che, però, rimbalzava poco e male  e utilizzarono come racchette due rudimentali tavole di legno trovate in un vecchio fienile e passarono i pomeriggi dei mesi successivi a cimentarsi nel loro nuovo gioco.  Ma la sopravvivenza  in quel lontano e sperduto villaggio dimenticato da Dio  diventava ogni giorno più difficile. Così Hassan decise di trasferirsi con tutta la sua famiglia nella capitale del Paese per cercare un futuro migliore. E fu fortunato perché trovò quasi subito lavoro come giardiniere nell’unico circolo tennis della città. Kamal nei pomeriggi dopo la scuola andava sempre a trovare il padre al circolo e riusciva a ottenere qualche spicciolo di mancia facendo da raccattapalle agli aristocratici soci del club che avevano l’assoluto ed esclusivo utilizzo dei campi da tennis. Malgrado questo assurdo divieto, il ragazzo nelle caldissime ore intorno a mezzogiorno si intrufolava sui campi insieme ai suoi nuovi amici raccattapalle  e giocava utilizzando qualche vecchia pallina sottratta ai soci e qualche pezzo di legno scovato nel ripostiglio del circolo. Kamal in quella specie di tennis era veramente un fenomeno e surclassava tutti i suoi compagni, ricordando con nostalgia  le infinite ore passate al suo paese natio giocando con la palla di stoffa insieme al suo carissimo amico Iman, di cui aveva perso, con enorme rammarico, le tracce. Un assolato e caldissimo pomeriggio estivo, mentre Kamal si allenava furtivamente con i suoi compagni al suo solito  “quasi “ tennis, fu notato giocare da Habib      (amico), uno dei pochi soci aristocratici di buon cuore del circolo. Habib rimase incredibilmente impressionato  dall’ abilità di Kamal nel ribattere la pallina dall’altra parte della rete, malgrado utilizzasse uno strumento che lo costringeva a sfidare ogni volta le leggi della fisica e decise di regalargli una sua vecchissima racchetta di legno. Kamal lo ringraziò in ginocchio piangendo dalla felicità e dall’emozione e decise di provare subito la sua nuova “arma “. Naturalmente con il suo fenomenale “nuovissimo “ strumento  al ragazzo riuscirono subito delle nuove e più incredibili giocate e Kamal stupito e meravigliato dall’istantaneo miglioramento del suo gioco, eccitatissimo, continuò a giocare senza accorgersi  dell’arrivo dei custodi del campo che lo picchiarono a sangue per punire il suo comportamento incredibilmente arrogante e irrispettoso delle regole del circolo e gli spaccarono la racchetta i mille pezzi. Kamal scoprì  quel giorno, una volta ancora di più, quanto può essere ingiusta e crudele la vita. Ma non perse il suo sorriso e il suo naturale ottimismo e continuò imperterrito i suoi allenamenti segreti a “ quasi “ tennis. Quando aveva ormai quasi sedici anni fu notato per caso allenarsi da un dirigente della federazione del suo Paese in visita al suo circolo, che decise immediatamente  di parlare alla dirigenza del club perché a quel ragazzo, straordinariamente dotato e sempre sorridente, doveva essere data la possibilità di allenarsi sul serio. Kamal ovviamente apprese la notizia con incredibile felicità e comincio finalmente ad allenarsi seriamente a tennis. In poco più un anno raggiunse il livello dei più forti giocatori del suo Paese, tanto che la federazione decise di premiarlo iscrivendolo al torneo di Wimbledon juniores. Kamal non stava nella pelle al pensiero di poter calcare i campi del tempio  mondiale del tennis ed era incredulo alla notizia che la federazione gli avrebbe offerto gratuitamente il biglietto aereo e addirittura anche il soggiorno in albergo. Quando sbarcò, entusiasta, in terra inglese , si accorse, però, che c’era un piccolo problema: l’albergo era pagato, ma  non erano compresi  i pasti e lui non aveva praticamente soldi. Come se non bastasse il suo incontro era in programma tre giorni dopo. Kamal aveva un naturale e fortissimo senso della dignità e non disse niente a nessuno. Così si ritrovò in campo, tre giorni dopo, fisicamente completamente svuotato e non riuscì a vincere nemmeno un gioco. Ma neanche questa volta Kamal perse il suo ottimismo e il suo sorriso e tornato in patria continuò ad allenarsi sognando di poter un giorno tornare a calcare i campi di Wimbledon con maggior fortuna e magari nel torneo senior. Ma la malasorte non voleva proprio lasciarlo in pace e quando ormai aveva raggiunto il livello per giocare la coppa Davis per il suo Paese, scoppiò la guerra civile e il potere fu assunto da forze governative assolutamente reazionarie e anti-occidentali che vietarono anche la pratica del tennis visto come sport consumistico e filo-americano. Per quasi altri tre anni Kamal non potè giocare a tennis, come  se non fossero bastati tutti gli anni persi nella sua giovinezza… Ma anche questa volta non perse il suo ottimismo e il suo sorriso e continuò a sognare di poter fare nella vita quello per cui  sentiva di aver talento e una smisurata passione: il tennista professionista. Così un giorno riuscì a racimolare  ben… 200 dollari e un biglietto navale e partì per l’Europa in cerca di un nuovo inizio. Arrivò in Francia, a Nizza, e si accorse subito che con i suoi pochi spiccioli non avrebbe potuto sopravvivere che qualche giorno. Passeggiando spaesato per la città passò davanti al Casinò e in lui balenò l’idea di tentare la sorte per cercare di moltiplicare il suo misero bugdet … ma perse tutto ! Anche questa volta la vita sembrò voltargli le spalle e si ritrovò disperato, senza un soldo e senza cibo a dormire all’aperto. Questa volta  Kamal sentiva di essere veramente in una situazione senza speranza e senza via d’uscita, solo, senza soldi, senza lavoro, senza visto di soggiorno in una nazione che non conosceva e senza la conoscenza della lingua locale. Il giorno seguente  Kamal camminava disorientato per le strade della città e incredibilmente si imbattè in Rashid (coraggioso) un suo vecchio amico che aveva conosciuto qualche anno prima nel suo Paese e che aveva trovato lavoro da poco in Francia. Rashid prese a cuore le sorti di  Kamal e lo presentò al presidente del circolo tennis locale proponendolo come maestro. Kamal riuscì così ad avere un permesso di soggiorno di altri sei mesi e cercò di sbarcare il lunario con le poche lezioni di tennis che riuscì a fare. Allo scadere dei sei mesi Kamal aveva una sola opportunità per cercare di prolungare il suo soggiorno in terra francese : dichiararsi esule politico. Ma a lui non era mai interessata la politica ed aveva troppa dignità per mentire. Così decise di scappare a Parigi per continuare a rincorrere il suo sogno tennistico. Nella capitale su un autobus incontrò  Fariba (affascinante) una bellissima ragazza di origini iraniane che lavorava come segretaria in un ufficio poco distante. Kamal sentì di essersi innamorato all’istante e si avvicinò a lei con i suoi occhi sorridenti che continuavano , malgrado tutto, ad esprimere gioia e rispetto per la vita e per gli altri. Fariba comprese immediatamente che quell’uomo era diverso da tutti gli altri che aveva conosciuto nella sua vita, meravigliosamente diverso… La vita di Kamal con l’amore cambiò in meglio e, anche se ormai alla soglia dei trent’anni, riuscì finalmente a coronare il suo sogno di diventare un tennista professionista. La sua storia, però, commosse tutti i suoi colleghi, che riconobbero tutti che Kamal, senza quella vita così difficile che aveva saputo  con grande forza e dignità attraversare, sarebbe diventato un campione del loro sport.  Per questo motivo a fine carriera Kamal fu invitato a giocare alla pari dei grandi campioni del passato nel senior tour e ancora oggi gira il mondo insieme alla sua famiglia soggiornando in alberghi a cinque stelle ( questa volta con  vitto pagato ),dispensando giocate incredibili e il suo meraviglioso sorriso a tutti quelli che hanno la fortuna di vederlo giocare e a cui ricorda sempre che la vita è un dono meraviglioso e non è importante se si vince o si perde , l’importante è continuare sempre e comunque a giocare e a sorridere …

Liberamente ispirato alla vita del mio tennista preferito:

Mansour ( protetto da Dio) Bahrami

Andrea Guarracino  -Tecnico Nazionale F.I.T.

Pubblicato nel numero 15 della rivista on line TENNIS WORLD MAGAZINE

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Aprile 2014 11:51
 

COME GIRANO… LE PALLE (PARTE PRIMA)

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COME GIRANO… LE PALLE (PARTE PRIMA)

Il conseguimento della massima potenza controllata è indispensabile per raggiungere le vette del tennis professionistico moderno. A tal fine la conoscenza e il corretto utilizzo delle rotazioni che è possibile imprimere alla palla è assolutamente fondamentale. La palla può essere fatta ruotare su assi paralleli, perpendicolari o obliqui al terreno. In questa prima parte ci soffermeremo sulle rotazioni che si sviluppano su un asse parallelo al terreno di gioco. Se la palla ruota dall’alto verso il basso nel suo senso di direzione avremo ottenuto una rotazione in topspin, viceversa se essa ruoterà dal basso verso l’alto avremo conseguito una rotazione in backspin. Soffermiamoci ora soprattutto sulla rotazione in topspin fondamentale nel gioco moderno. Essa è ottenibile sia di diritto che di rovescio spazzolando la palla dal basso verso l’alto, attaccandola da un piano inferiore a quello d’impatto. Imprimendo alla palla la rotazione in topspin è possibile ottenere i seguenti vantaggi fondamentali :


Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Luglio 2014 09:14 Leggi tutto...
 

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